Bibliografia

  1. Pasqualini ME, Rossi F, Dal Carlo L et al. L’Estetica, impianti monofasici, scuola italiana, saldatrice endorale, protesi su impianti. Doctor OS, aprile 2021; XXXII (04): 9-15.
  2. Pasqualini U. Le Patologie Occlusali. Eziopatogenesi e terapia. Milano: Masson; 1993. p.60-200.
  3. Dal Carlo L. Study Over 7000 Endosseous Implants Inserted during 25 Years in 3300 Interventions. Clinical Results in Different Anatomical and Func- tional Situations. Statistical Data and Over 20 Year Iconographic Documentation. Journal of Dental and Oral Health 2016 Oct, Vol2, Issue 6, (1-10).

Dettaglio autori

Samdar Sami Abdulkareem
Libero professionista a Erbil (Kurdistan, Iraq)

FILO DIRETTO CON LE AZIENDE

Intervista con Inga Izbas e Nicola Santolamazza, Amministratore unico e Cofondatore di NSI S.r.l.

Abbiamo incontrato Inga Izbas e Nicola Santolamazza, che dirigono e coordinano le attività di NSI,
un’azienda giovane e dinamica che da dieci anni si pone come partner affidabile di molti implantologi.

NSI, ovvero Natural System Implant:
Nicola, qual è la vostra filosofia?

La nostra produzione si è evoluta dagli insegnamenti della grande scuola italiana del carico immediato, ispirandosi ai concetti del bicorticalismo, per sviluppare prodotti dal design brevettato e massima semplificazione sia della strumentazione sia dei passaggi chirurgici.
E sottolineo: tutto made in Italy.

La filosofia dell’azienda si può sintetizzare in semplicità, sicurezza e mininvasività, grazie sia al razionale scientifico sia al servizio di assistenza, soprattutto nelle prime fasi di utilizzo della sistematica.

Abbiamo semplificato al massimo il kit chirurgico, creando un box di dimensioni ridotte: in un’autoclave possano starcene almeno 6, in modo da avere l’occorrente per una giornata di lavoro.
Esso contiene 4 frese per inserimento, sia dei 3 diametri dei Monofasici Maxifix Compressive sia per i 3 diametri degli impianti Bifasici Light.

Per la linea dei monofasici macchianti BASALI bastano solo 2 frese pilota per ingaggiare le corticali e preparare il tunnel per il nocciolo: cilindrica e a lancia, entrambe nella versione lunga da 29 mm e short da 15 mm.

I nostri prodotti inoltre vengono forniti nella versione full pack all inclusive, comprensiva di tutti i componenti protesici per finalizzare gli elementi. Grazie allo speciale mounter, il cui brevetto è di nostra proprietà, il chirurgo dispone della struttura transfer analogo e vite di guarigione in un unico packaging per l’impianto Light bifasico.

Mentre per la linea di monofasici il kit monouso è in materiale plastico sterile e permette di rilevare l’impronta a strappo immediatamente per poi, grazie all’analogo e alla cappetta preformata, continuare lo sviluppo in laboratorio. È anche possibile applicare direttamente la cappetta preformata e utilizzarla come base per provvisorio immediato.

Lo strumentario per l’inserimento è lo stesso per le varie tipologie, 2 mounter dedicati corto e lungo e il cricchetto dinamometrico con aggiunta del cacciavite grande manuale, molto utile per il controllo manuale direzionale e torque d’inserimento fino al bloccaggio della fixture.

A questo punto, ed è questa un’altra delle peculiarità dei nostri sistemi, l’impianto può essere piegato nella parte transmucosa per ottenere un piano protesico di scarico delle forze masticatorie ideale. Ciò permette anche di ovviare al problema dell’inclinazione, ottenendo il parallelismo. Ciò è possibile perché utilizziamo un titanio trattato e certificato, che garantisce una certa resistenza pur permettendo di essere piegato.

Quali validazioni avete conseguito?

Per ottenere l’approvazione FDA abbiamo sottoposto i nostri impianti a prove meccaniche e fisiche presso il Politecnico di Milano.
Ne è risultato un lavoro molto interessante che conferma il valore della lunga casistica clinica in nostro possesso, ma soprattutto la validità dei brevetti e del razionale scientifico che li sottende.

NSI da tempo è attenta alla tracciabilità: Inga, quale sistema adottate?

Per difenderci dalle contraffazioni abbiamo aggiunto sull’etichetta il numero seriale UDI e il QR code che rimanda al nostro sito web, dove l’operatore può inserire i dati e scaricare immediatamente il passaporto implantare.
L’UDI, Unique Device Identification Number, è un metodo univoco che ci permette di conoscere la geolocalizzazione degli impianti attraverso i pazienti che si registrano con le loro iniziali e la data dell’intervento. In questo modo il paziente ottiene la tracciabilità e noi possiamo verificare l’abbinamento al codice.
L’obiettivo è creare consapevolezza nel pubblico e far comprendere che gli impianti non sono tutti uguali!

Infine, ci fa piacere sottolineare che al timone dell’azienda c’è una donna…

Nicola e io lavoriamo insieme da tempo, ma l’incremento del lavoro lo vede sempre più impegnato nella parte produttiva e di organizzazione in virtù della sua competenza ventennale a fianco di chirurghi e odontoiatri.
Per questo ho dovuto mettere in pratica tutta la mia esperienza in gestione aziendale e assumere il ruolo di amministratore unico di NSI.

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